Seduto sul bordo del letto contemplava con soddisfazione la sua camera. Le pareti e il soffitto erano inclinati in modo bizzarro tanto che non si capiva come riuscissero a formare una stanza.
Anche il pavimento era inclinato, e una biglia posata per terra sarebbe rotolata lentamente. Per guardare dalla finestra bisognava chinarsi un po’, ma il panorama era stupendo.
Nella stanza c’erano un tavolo, una cassapanca e qualche mensola su cui James aveva sistemato i suoi libri, la collezione di fossili e di conchiglie ed altre cose ancora, compresi i modellini di creta che aveva costruito a scuola, la settimana prima.
(Penelope Lively, Il fantasma di Thomas Kempe, Salani)
