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Stato, Popolo e Politici

l testo è il frutto dell’elaborazione dei bambini stessi che hanno riflettuto su questi argomenti guidati dall’insegnante.

FORME DI GOVERNO:  STATO, POPOLO E POLITICI
Che cosa è lo Stato?
Lo Stato è formato dal territorio, dai confini e dal popolo che abita all’interno di questo territorio.
Il popolo è l’insieme delle persone che abitano nello stesso Stato.
Le persone del popolo hanno caratteristiche comuni: la lingua parlata, la religione, il cibo, ecc…
Le persone per andare d’accordo, per stare bene insieme, hanno bisogno di regole.
Le persone non possono fare che cosa vogliono, in tal caso ci sarebbe troppa confusione. Le persone devono obbedire alle regole.
Chi è che fa le regole? Le regole vengono fatte da chi comanda.
Come si chiamano le persone che comandano? Sono i politici.
Chi comanda ha il potere.
Nelle prossime lezioni risponderemo alla domanda: “il potere di fare che cosa?”.

Una camera a metà

Alcune volte Peter e sua sorella Kate, tracciavano una linea immaginaria che dalla porta attraversava la stanza. Di là stava Kate, e di qua Peter.

Da una parte, di fronte alla finestra, la scrivania di Peter con le matite e i colori, il suo animale di pezza e la cassetta che conteneva tutti i suoi segreti.

Dall’altra parte la scrivania di Kate, il suo microscopio i libri; per tutto il resto della sua metà camera c’erano le bambole.

(lan Mcewan, L’inventore dei sogni, Einaudi)

By marco on 1 luglio 2010 | ICARE
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Una scuola di vetro

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 LA SCUOLA DI VETRO

Era una scuola tutta di vetro vicino a New York. C’erano dei corridoi molto ampi e luminosi, e, fra porta e porta delle varie aule, dei pannelli colorati, rossi, blu, gialli, sui quali si poteva disegnare. Ricordo che la prima volta che mi ci portarono, facevo in Italia la terza elementare, non riuscivo a pensare che quella fosse proprio una scuola. Le larghe vetrate molto basse davano su di un immenso prato di erba fitta. Soltanto ai margini si intravedevano le aiuole coltivate dai bambini stessi.

Che differenza con l’odore di chiuso della mia scuola e quel cortile squallido. Il primo giorno che mi iscris­sero, in America, mi sentivo tanto infelice.

Nella scuoletta del mio rione, buia,vecchia ma così simpatica, avevo lasciato i miei compagni e mi pareva di odiare tutti quelli che avevano rotto l’incantesimo delle mie amicizie.

L. Tumiati, Saltafrontiera, Giunti

By marco on 16 giugno 2010 | ICARE
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