Di tutta la casa, la cucina era la stanza più riscaldata: non era grandissima, ma abbastanza spaziosa e luminosa. Non c’erano molti mobili e le finestre erano rivolte a mezzogiorno. Al centro della stanza stava la tavola di legno con il ripiano di marmo; sopra pendeva una lampadina coperta da un piatto di porcellana bianca e rosata, con i bordi ondulati.
La stufa di ghisa, che si trovava in un angolo, aveva un grosso tubo grigio fissato al muro. La credenza di legno tarlato aveva una vetrinetta dipinta a fiori e le cartoline infilate nel vetro.
(Z. Roncada-Aldo Budriesi, Testi, idee, percorsi, SEI)
Iride, così si chiamava una balena molto particolare, era una arcobalena. Aveva sulla schiena sette striature, una per ogni colore dell’arcobaleno. Era bella ed elegante e il suo carattere era aperto e generoso.
Un giorno incontrò un minuscolo, dolce pesciolino, bianco come la panna.
- Ciao, come ti chiami?- chiese Iride.
Il pesciolino sorrise impacciato e arrossì.
- Perché arrossisci?- fece lei.
Lui diventò ancora più rosso. Era così piccolo che lo sbattere delle ciglia di lei lo sballottavano avanti e indietro.
- Beh, sai, è che sono molto timido- sussurrò lui.- Tutte le volte questo guaio! Qualcuno mi rivolge la parola e io… puf! Di colpo divento tutto rosso.
Mentre lo ascoltava, iride si rendeva conto di quanto fosse piccolo rispetto a lei , così grande!
Quando Iride se ne andò, salutandolo gli regalò un colore. Che colore? Ma il rosso vivo, naturalmente!
Adesso che era tutto rosso, nessuno si sarebbe accorto di niente, quando arrossiva! E così sarebbe diventato anche meno timido.
M. Sardi, L’arcobalena, Giunti
Tanto tempo fa, quando gli animali potevano parlare, un ragno invitò a cena una lucciola. La lucciola si preparò e, quando calò la sera, andò all’appuntamento. Entrò nel bosco scuro e raggiunse la siepe dove abitava il ragno.
«Bene arrivata!», disse lui.
«Da dove passo?», chiese la lucciola. «E’ talmente buio che non vedo la porta».
«Di qua, ma spicciati, che ho una fame da lupo». La lucciola avanzò al buio.
Dovete sapere che durante il giorno il ragno aveva tessuto una tela grande e robusta e l’aveva appesa davanti alla sua tana. Povera lucciola, stava finendo nella rete come un pesce!
«Avanti, un’altra mossa e sei arrivata!», gridò ancora lui.
Ma ecco, accadde qualcosa di inaspettato.
La luna spuntò improvvisamente da dietro una nuvola e illuminò la scena.
Com’era grande la tela del ragno!
La lucciola la vide, si spaventò e fuggì via.
Che fortuna, si era salvata! Ma che rischio aveva corso, andando in giro di notte al buio!
«Da oggi alla sera uscirò solo con una lanterna!», esclamò quando fu di nuovo a casa.
E da allora la lucciola fa sempre così, perché ha imparato che fidarsi del buio è bene, ma non fidarsi è meglio.