Nel V secolo d.C. l’esercito imperiale non fu più in grado di respingere l’assalto dei barbari. Nel 410 d.C. i Visigoti, guidati da Alarico, penetrarono in Italia, raggiunsero Roma e la saccheggiarono. Fu poi la volta dei Vandali e quindi degli Unni che, guidati da Attila, tra il 434 e il 435 sottomisero gran parte dell’Europa orientale. Fu il papa Leone I a impedire che gli Unni giungessero fino a Roma: Leone li incontrò sul fiume Mincio, in Lombardia, e consegnando ingenti ricchezze riuscì a impedire che saccheggiassero l’Italia.
Mentre i popoli barbari percorrevano ormai liberamente le vie di tutto l’impero, il titolo di imperatore, che aveva ormai perso ogni valore, passava da un generale all’altro in un susseguirsi di lotte e di intrighi. Nel 476 d.C. Odoacre, comandante di un esercito di mercenari germanici tolse a Romolo Augustolo il titolo di imperatore; in questo avvenimento gli storici hanno riconosciuto la fine dell’Impero romano d’Occidente. L’Impero romano d’Oriente, invece, riuscì a respingere le invasioni dei barbari e durò ancora altri mille anni.
