Jacopo e l’Abominevole Selvatico (4)

 

CAPITOLO 4

Non c’era nessuno e anzi il materasso di fronde e di muschio era mezzo disfatto.

Nei giorni seguenti tornò più e più e volte nel parco, ma non trovò mai nessuno; anche gli animali sembravano spariti. Allora divenne triste e inconsolabile.

Eppure il suo fratellino, ora aveva incominciato a sorridergli ed anche la mamma pareva più disponibile per lui.

Perfino il babbo sembrava più allegro e lo aveva portato anche al cinema e gli aveva promesso che quell’inverno sarebbero andati a sciare insieme. Jacopo rimaneva inconsolabile.

Venne il primo giorno di scuola e Jacopo sedette al suo posto in classe, triste e inconsolabile.

E poi arrivò anche la prima partita di calcio e Jacopo era triste e inconsolabile, ma lo presero in squadra perché quel giorno ben sette compagni erano assenti.

Jacopo trotterellò un po’ a casaccio all’inizio. Poi, tra gli arbusti stenti che chiudevano il campetto da un alato, scorse distintamente, il guizzo rossastro di una volpe: allora sentì l’energia selvatica entrargli a fiotti nel sangue.

E mentre rubava la palla all’avversario, vide sul bordo del campo due lupi fermi a guardarlo. Solo lui li vide: uno più grande ed uno più piccolo. Rimasero lì immobili un attimo e poi si dileguarono silenziosi.

Allora si sentì invadere da una rossa forza selvaggia: lasciandosi sfuggire un breve ululato, sia avventò sulla porta avversaria e tirò una tremenda zampata: gol !

Quel giorno ne fece cinque.

Per festeggiare si percuoteva il petto con i pugni, strappava l’erba da terra e la lanciava in aria.

(tratto da Cecco Marinello, Jacopo e l’Abominevole Selvatico, Piemme Jounior, Il battello a vapore, serie bianca, 2000)

Author: marco on 6 giugno 2010
Category: ICARE
Tag:, , ,

Last articles