Il mio maestro arrivava sempre con le mani e le braccia cariche di cose che rischiavano di cadere da tutte le parti: libri, mele, panini, una gran borsa, la pipa, gli occhiali, pennelli e un mucchio d’altre cose ancora. Quando riusciva a portarle tutte dentro l’aula, le rovesciava sul tavolo e le metteva un po’ in ordine. Poi andava alla finestra, guadava fuori, ci chiamava accanto a sé e diceva: – Oggi impareremo delle cose nuove, molto importanti. Ci vorrà molto impegno.
Allora ci mettevamo tutti a sedere. Lui infilava gli occhiali, prendeva in mano la pipa e cominciava: – Tanti, tanti anni fa, il Re delle Nuvole era ancora un marmocchietto e viveva in grande amicizia con il Re del Sole. Altre volte cominciava così: – Domenica mattina alle sei del pomeriggio navigavo tranquillo in cima ai monti con la mia barchetta…
Oppure: – C’era una volta una donna piccolissima…
O ancora: – In un Paese lontano lontano, oltre l’ultimo sogno visibile…
E così raccontava le storie di tutti i tempi e di tutti i Paesi.
E noi, attentissimi, stavamo come aggrappati alla sua voce che ci portava sui mari all’inseguimento della nave fantasma, nel bosco incantato, nel castello orrido di Roccalanzona, nella Città degli Specchi…
E in questo modo incontrammo streghe e maghi, gnomi e giganti, sirene e uccelli di fuoco, pentole magiche e guardiani di porci; e Achab, il capitano dagli occhi infuocati e la gamba d’avorio che inseguiva la balena bianca; e Long John Silver, il cuoco di bordo capo dei pirati; il Piccolo Principe, Peter Pan, Don Chisciotte… e animali parlanti, aquiloni, acque fatate, uccelli, uomini e donne mai stanchi di darsi da fare per essere liberi e felici.
Adattamento da G. Pontremoli, Il mistero della collina, Giunti
