CAPITOLO 2
Un giorno arrivò in città il Grande Circo Internazionale. Jacopo con la nonna, andò allo spettacolo del pomeriggio. E mentre lei applaudiva entusiasta, lui rabbrividiva nel buio, guardando con gli occhi sgranati le apparizioni di acrobati, belve a pagliacci rincorrersi nel cerchio magico della pista illuminata.
Ma rimase infine di sasso quando fu portato sull’arena, incatenato, una specie di enorme scimmione peloso, che girò intorno a sé lo sguardo inquieto e scuro, soffermandosi per un attimo a guardare proprio lui,Jacopo. O almeno, così gli sembrò.
-Ed ecco a voi – diceva il domatore – L’Abominevole Selvatico, unico esemplare in cattività del molto tremendo Yeti, o grande scimmia nevosa delle caverne himalayane. Egli si nutre di carne cruda ed è più feroce di una tigre indiavolata. Fa’ sentire il tuo ruggito, Abominevole! – . e l’Abominevole ruggì da far rizzare a tutti i capelli in testa. -
Silenzio ora! – intimò il domatore e fece schioccare la sua frusta proprio sotto il naso dell’Abominevole: egli cominciò allora una terrificante danza di guerra, percuotendosi il petto con i pugni enormi e poi raccattando a manciate la terra gialla dell’arena e lanciandola in aria con urla raccapriccianti.
Jacopo fu molto impressionata e quella notte dormì male, sognando l’Abominevole. Il giorno dopo, andando a scuola, quasi sveniva notando il giornale che dall’edicola strillava a grossi titoli di scatola: FUGGE DAL CIRCO L’ABOMINEVOLE UOMO SELVATICO.
In classe commentavano la notizia con grande eccitazione: il giornale diceva che era una belva feroce, ghiottissima in particolare di bambini dai sei ai dieci anni.
Quella sera Jacopo si girava nel letto senza riuscire a prendere sonno: gli pareva di sentir frusciare sul grande tiglio di fronte alla finestra della sua camera. Sentì anche scricchiolii strani in giardino e come dei rochi grugniti soffocati.
La giornata seguente trascorse inquieta. Si sentiva sottosopra e la sera non voleva andare a letto. Quando infine gli toccò coricarsi, rimase a lungo in ascolto senza dormire. Era appena caduto in un sonno agitato, quando fu svegliato dal rumore della sua finestra che si apriva: ai suoi occhi spalancati apparve allora il faccione peloso dell’Abominevole Selvatico.
-Non strilla tu! – disse subito il bestione. – Io non fa nulla, io non mangia i bambini. Mangia tutta frutta io… Sono scappato da circo e fatto male gamba per strappare catena. Tu aiuta me: tu disinfetta caviglia e poi fascia. Con acqua ossigenata, prego. Non con alcol che pizzica.
Jacopo era stupefatto e forse tremava anche un po’, ma fece tutto quello che l’Abominevole gli chiedeva. -Loro mi cercano – disse ancora l’Abominevole quando fu fasciato. – Tu nasconde me qui, prego – . E si sdraiò lungo disteso accanto al letto di Jacopo. Poi si addormentò. Jacopo si allungò di nuovo sotto le coperte. Tutta la stanza profumava gradevolmente di muschio. Si addormentò a sua volta.
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